Ricordo il nevischio dolce e triste
di lacrime ricurve.
Nel celeste romanzo del tuo sorriso,
eri di quell'età del tempo immobile:
vitrea e vulcanica, terragna e adamantina.
Ora vedo il sangue dell'umanità tramutarsi in oro,
vedo il ferro delle spade fendere l'aria
e precipitare su di me, oltre me.
Prometeo vincitore muore ogni giorno
mentre occhi rapiti incantano la mente,
spergiurando che non fu tale il per sempre.
Margherite e fiori e lame: ai piedi del Golgota di rovi
vi è un giardino di pensieri ricolmo di petali rosei,
al cui centro un guscio albulo asconde fiamme di cristallo.
E' dimora megalitica, sfuggente e brumosa qual se' tu.
g. [dic. 2008]