Nella sua fiamma mortale la luce ti avvolge.
assorta, pallida dolente, eretta davanti
alle vecchie spire del crepuscolo
che ti girano attorno.
Muta, amica mia,
sola in questa solitaria ora di morte
e colma di tutte le vite del fuoco,
pura erede del giorno distrutto.
Un grappolo di sole cade sulla tua veste scura.
Grandi radici notturne
improvvise ti salgono dall'anima
e quant'era in te occulto riaffiora
sì che un popolo pallido e azzuro
si nutre di te, appena nato.
O grandiosa e feconda e magnetica schiava
del cerchio che avvicenda il nero all'oro:
in piedi, rappresenta una creazione così viva
che muoiono i suoi fiori e colma è di tristezza.
Pablo Neruda, Veinte Poemas de Amor y Una Canciòn Desesperada (1924).